Il 30 settembre 2026 era il termine per regolarizzare in ritardo l'accreditamento al 5 per mille 2026 (sanzione di 250 euro, pratica «Cinque per mille» sul portale RUNTS). Il termine è scaduto: gli enti che non hanno presentato la domanda entro il 10 aprile e non hanno regolarizzato entro il 30 settembre possono verificare la propria posizione.
Il 30 settembre 2026 era il termine ultimo per regolarizzare in ritardo l'accreditamento al 5 per mille 2026. Il termine è scaduto.
Cosa è successo
- Il termine ordinario di accreditamento per gli enti del Terzo settore era il 10 aprile 2026.
- Gli enti che non avevano presentato la domanda entro quella data potevano ancora regolarizzare, entro il 30 settembre 2026, con la remissione in bonis: presentazione della pratica «Cinque per mille» sulla piattaforma del RUNTS e versamento di 250 euro con modello F24 Elide (codice tributo 8115).
- Dal 15 settembre 2026 è operativa sul RUNTS una nuova versione della pratica «Cinque per mille», usata sia per l'accreditamento sia per la comunicazione o l'aggiornamento dell'IBAN.
Cosa si può verificare
- Se l'ente risulta accreditato al 5 per mille 2026 (stato della pratica sul portale RUNTS).
- Se le coordinate bancarie (IBAN) sono state inserite sul RUNTS: secondo il Ministero del Lavoro sono condizione indispensabile per l'accredito del contributo; sulla pagina ufficiale del Ministero sono indicati anche i termini e le conseguenze del mancato adempimento.
- Che l'ente sia iscritto al RUNTS entro il 31 dicembre 2026: il Ministero verifica a quella data il possesso dei requisiti di ente del Terzo settore.
BandistApp registra il 5 per mille solo come entrata nel rendiconto; l'accreditamento e le pratiche sul RUNTS restano a carico del legale rappresentante dell'ente o del suo commercialista. Questa notizia ha scopo informativo e non è una consulenza.
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali — 5 per mille, anno 2026