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Antonio Pascali

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Biografia

Antonio Pascali – Una vita in musica

A Polignano a Mare, tra il mare e il vento che accarezza le pietre bianche, il 22 luglio 1956 nasce Antonio Pascali, ultimo di sette figli. È proprio in quella famiglia numerosa e sensibile che germoglia, sin da bambino, un legame profondo con la musica. Un legame che non tarda a farsi notare: il suo maestro elementare, il professor Francesco Cantatore, intuisce subito che in quel bambino c’è qualcosa di speciale.

A soli otto anni Antonio entra nella scuola musicale bandistica del suo paese, guidata dal Maestro Nicola Giuliani. È lì che incontra il suo strumento: il flauto. Non è una scelta casuale, ma quasi un destino. Le sue mani lo accolgono con naturalezza, il suo orecchio lo comprende, il suo cuore lo fa cantare. Il suo primo insegnante privato di flauto è il professor Donato Divittorio di Rutigliano.

Passano pochi anni e quel bambino diventa protagonista. Nel 1968, ancora giovanissimo, si esibisce nel concerto bandistico cittadino. La sua immagine, in uniforme, appare sulle pagine del quotidiano Il Tempo, che lo definisce con affetto e stupore “il flauto più piccolo d’Italia”: il primo segno di un cammino destinato a crescere.

Gli studi lo portano al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, dove affina tecnica e sensibilità sotto la guida di maestri importanti: Don Andrea Padovano per il canto corale, il professor Raffaele Squicciarini per il solfeggio e il professor Antonio Milella per il flauto.

Il percorso non è privo di ostacoli: nel 1971, durante uno dei suoi viaggi da studente pendolare, il flauto — il suo compagno inseparabile — viene smarrito o rubato. È un colpo duro. Eppure, da quella perdita nasce una straordinaria catena di solidarietà: grazie all’intervento della Gazzetta del Mezzogiorno e alla generosità di tanti lettori, Antonio riceve in dono un nuovo strumento. Un episodio che segna profondamente non solo il musicista, ma anche l’uomo.

Una successiva amara circostanza, che mette seriamente a rischio il completamento degli studi — unica sua evidente attitudine coltivata con grandi sacrifici — lo costringe a trasferirsi nella sezione distaccata di Monopoli. Qui frequenta i corsi superiori di flauto sotto la guida dei professori Don Anselmo Susca, Felice Martinelli e Francesco Di Puppo, fino a conseguire nel 1978 il diploma. La musica, ormai, non è più soltanto una passione: è una scelta di vita.

Negli anni successivi, l’insegnamento diventa una delle sue missioni. Dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce alle scuole statali, Antonio trasmette ai giovani non solo tecnica, ma un amore autentico per la musica. Ed è proprio dai giovani che nasce una delle sue intuizioni più originali: nel 1982 dà vita a un concerto bandistico con majorettes, un’idea innovativa che entusiasma il pubblico e rende il gruppo unico nel panorama regionale.

Nel frattempo, la vita personale si intreccia con quella artistica. Nel 1984 sposa Celestina Di Palma e, superati gli esami, viene iscritto alla SIAE. L’anno successivo, con la nascita del figlio Vito, compone Estasi, un’opera che racchiude emozione, paternità e creatività. La famiglia cresce con l’arrivo di Aldo e Gianfranco, e con essa cresce anche la sua ispirazione.

Direttore, musicista, compositore: Antonio Pascali attraversa l’Italia e l’Europa portando la sua musica. Da Roma ad Assisi, da Rimini a Mirabilandia, fino alla Spagna, a Malgrat de Mar, dove guida la sua banda alla conquista del primo posto in competizioni internazionali. Ogni concerto è un racconto, ogni esibizione un frammento di vita condivisa.

Dotato di un orecchio finissimo e di un innato senso del tempo, Antonio non è solo un esecutore, ma un interprete autentico dell’anima musicale. Le sue composizioni — tra marce brillanti e militari, marce funebri, brani sinfonici e musica leggera — parlano di affetti, ricordi, devozione e identità.

Tra le sue opere si ricordano:

• Malinconia, Nostalgia, Requiem per un amico, Ai miei cari genitori, Dolenti note (marce funebri);

• Giuliniana, Ferririana, Festosità, Antonio e Martina, Sabrina, Mariangela (marce brillanti e militari);

• Celestina, Nella vita che verrà, Neapolis, Katia, Katiana, Estasi (musica leggera).

Ha inoltre composto l’inno dedicato alla Madonna del Carmelo e, tra le opere più recenti, Ricordando… Domenico Giuliani, A Nicola Giuliani, Ricordando Peppe (marce funebri) e, nel gennaio 2026, la marcia funebre Jesus Illusu a Militibus, dedicata all’antico mistero di Valenzano.

Dal 2020 è in pensione. È stato docente di flauto presso l’I.C. Sarnelli–De Donato–Rodari di Polignano a Mare e presso il Liceo Musicale “L. Russo” di Monopoli. È ideatore e direttore artistico della Rassegna-Concorso Nazionale “Città di Polignano a Mare”, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale, dei licei musicali e dei conservatori, nonché direttore artistico del Gran Concerto Bandistico cittadino “D. Giuliani”.

E ancora oggi, tra le note di una marcia o il respiro di un flauto, vive la storia di un uomo che ha fatto della sua passione una vita intera.

Una vita, una passione: la musica.


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