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Noicàttaro (BA), 6 settembre 1881 — Martina Franca (TA), 26 aprile 1934
Ernesto Paolo Abbate è considerato uno dei più importanti compositori e direttori di banda dell'Italia meridionale del primo Novecento, figura centrale nella nascita e nell'affermazione della marcia sinfonica come forma musicale autonoma.
Nato a Noicàttaro (Bari) da una famiglia di musicisti originaria di Bitonto, fu avviato alla musica in giovane età dal padre Biagio Abbate (1846–1917), direttore di banda, e dal fratello maggiore Gennaro Abbate (1874–1954). Completò la formazione al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dove studiò composizione con i maestri Nicola D'Arienzo (1842–1915) e Camillo De Nardis (1857–1951).
Diplomatosi giovanissimo, nel 1908 assunse la direzione della banda di San Ferdinando di Puglia. Nel 1910 si trasferì a Soleto (Lecce), dove rimase fino al 1915. Nel 1919 approdo alla direzione della Banda di Squinzano (Lecce), con la quale raggiunse i vertici della tradizione bandistica italiana. Nel 1921, dopo soli due anni, il Comune di Squinzano lo nominò cittadino onorario.
Abbate applicò la riforma organico-strumentale di Alessandro Vessella, portando il complesso squinzanese a diventare simbolo dell'avanguardia bandistica nazionale. Nel 1929, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte di Bologna, la banda di Squinzano fu dichiarata dalla commissione giudicante «fuori concorso per manifesta superiorità» dopo l'esecuzione de La Sagra dei Fiori.
Prima di Abbate, i brani marciabili avevano carattere esclusivamente militare, trionfale o funebre. Con le sue composizioni, Abbate ampliò enormemente il repertorio introducendo le marce caratteristiche e le marce brillanti, apparentemente incompatibili con l'esecuzione in marcia ma di straordinario effetto. Fra i brani più noti: A Tubo!, A Voi! Brontoloni, Bella Madonna, I Gladiatori, Ninì la Capricciosa, Cettina Biricchina, Fa Re Do Si, Titina.
Compose inoltre poemi sinfonici descrittivi di ampio respiro: La Sagra dei Fiori (eseguita anche dalla Banda della Guardia di Finanza), La Principessa Lontana (ispirata al drammaturgo francese Edmond Rostand) e Canto d'Eroi.
Il 10 maggio 1928, al termine di un'esibizione in piazza a Squinzano, il compositore Pietro Mascagni abbracciò Abbate dichiarandogli la propria ammirazione e firmando una dedica autografa: «Al bravo Maestro Cavalier Ernesto Abbate per ricordo di Squinzano e con la espressione della mia sincera soddisfazione per il corpo musicale che egli dirige».
Nel 1934, colpito da una malattia incurabile, si trasferì a Martina Franca (Taranto), nella Valle d'Itria. Morì il 26 aprile 1934, a 53 anni, nel pieno della carriera. Prima di spegnersi, chiese al fratello Gennaro di lasciare i grandi teatri europei per proseguire la sua opera nelle piazze popolari del Sud — desiderio che Gennaro rispettò fedelmente. Le spoglie di Ernesto riposano nel cimitero di Squinzano, dove il Comune lo ha inserito ufficialmente tra i personaggi illustri e gli ha dedicato una via.